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Il corso d'acqua di Val dè Varri attraversa una modesta forra alla base del versante meridionale del M. S. Angelo e viene ad essere bruscamente interrotta da una cascata dell'altezza di 20 metri al disopra della quale strapiomba per circa 30 metri una parete calcarea che ha dato luogo, per l'azione erosiva delle acque, ad una grandiosa nicchia con conseguente crollo delle superiori masse rocciose.La grotta si sviluppa secondo due rami principali, il primo fossile dove si sono ritrovati resti di permanenze antropiche della media età del bronzo, il secondo più basso in quota è interessato dal flusso delle acque del Rio Varri. I due rami si ricongiungono dopo una percorrenza di circa 100 metri. La fase spettacolare di questo tratto è rappresentata dalla caduta delle acque all'interno della grotta, che con un salto di 20 metri formano una cascata.
Particolarmente suggestivo è l'affaccio realizzato dal progetto turistico, che scopre all'occhio del visitatore l'ampio antro d'accesso, come altrettanto importante è la vista dall'interno del ramo sinistro verso l'esterno. |
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Il ramo destro della grotta, quello fossile, è caratterizzato dallo sviluppo di una serie di camere ortogonali tra loro qualificate da particolari effetti concrezionali. Il progetto turistico, attraverso la realizzazione, ha reso possibile un'agevole visita al sistema carsico. Lungo tale percorso, si giunge a scoprire un punto di confluenza tra il ramo sinistro e il destro, mediante l'affaccio nella sala della Confluenza, da dove si diparte il tratto totalmente attivo dell'area ipogea di Val de Varri. Un lungo tratto del ramo attivo è stato lasciato dal progetto ad una percorrenza turistica di tipo speleologico, in questo ramo il turista potrà cimentarsi, munito di attrezzatura specifica fornita dalla direzione delle grotte, in una visita attraverso un tratto ipogeo incontaminato traendo emozioni di sicuro effetto e suggestività rapportandosi in maniera diretta ed assoluta con il mondo sotterraneo. |
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CENNI STORICI |
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La grotta di Val de' Varri costituisce il primo insediamento riconosciuto della Media età del Bronzo. Già esplorata nella prima metà del novecento la zona archeologica della grotta è stata oggetto nel 1997 di una ripulitura superficiale promossa dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, in collaborazione con il Comune di Pescorocchiano, che ha consentito il recupero di numerosi frammenti ceramici, elementi faunistici, alcuni elementi in selci ed in metallo, una fuseruola, un macinello ed un manufatto in osso. In diversi punti della galleria superiore sono state individuate sulle pareti delle forme di arte rupestre costituite da segni eseguiti tramite impressione digitale, principali dell'antica Nersae, quale il foro, la necropoli, e resti del teatro e dei tempi votivi, il tutto databile tra il quarto e il secondo secolo a.C.. L'abitato di Pescorocchiano (etimologicamente “villaggio nella roccia”) sorge sopra un'alta e ripida rupe contornata da una fitta vegetazione, conserva al suo interno varie testimonianze dell'epoca romana. Tra le numerose frazioni di Pescorocchiano meritano una visita i borghi medioevali di Leofreni. Tonnicoda, Santa Lucia, Girgenti, Pace Sant'Elpidio e Torre di Taglio. |
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ASPETTO FAUNISTICO E NATURALISTICO
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La zona di Val de' Varri come quella del Cicolano offre paesaggi variegati e mutevoli in colore e forme. E' caratterizzata dalla larga presenza di aree in quota, con terreni in parte calcarei ed in parte arenarei coperti in prevalenza da un fitto manto boschivo. La foresta caducifoglia è costituita da specie quercine a foglia larga come roverella e cerro oltre a sempreverdi come il leccio, specie betullacee, carpino nero e bianco, ornielli, noci, noccioli e diverse varietà di aceri, i castagneti da frutto presentano esemplari di eccezionali dimensioni. Tra le essenze arbustive del sottobosco citiamo l'agrifoglio, il corniolo, il sorbo il ginepro comune, rovi di more, ribes, la rosa di macchia o rosa selvatica. Ravvivano il paesaggio i colori dei tipici fiori: primule, ciclamini, viole e numerose e varietà di orchidee. In prossimità della forra si nota la diversità della composizione della vegetazione: passiamo dalle formazioni caducifoglie a piccoli arbusti selvatici inerpicati sulla roccia calcarea per arrivare ad essenze vegetali sempre più piccole come muschi e licheni. |
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L'aspetto faunistico è rappresentato da varie specie di animali quali: anfibi, piccoli rettili, diversi uccelli come la cutrettola, il merlo, il pettirosso, l'usignolo, il merlo acquaiolo; nell'ambiente acquatico troviamo il gambero di acqua dolce dalla colorazione variabile.Rilevante importanza assume la presenza del pipistrello all'interno della grotta. Studi di esperti hanno rilevato la presenza di almeno cinque specie di pipistrelli tra queste due specie, nella parte più interna, in via d'estinzione. |
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